Non se ne è mai andato, Luca Chiadini. Non ha mai interrotto la sua storia con la Nuova Virtus Cesena, nemmeno la scorsa stagione, quando prese la decisione, difficilissima, di dare le dimissioni dalla Serie B, rimanendo però operativo con le giovanili. E ha rifiutato offerte importanti per andare ad allenare altrove, perché, come spiega lui… “A Cesena sento il fuoco dentro, non ho mai smesso di sentirmi parte di questa realtà, di continuare a coltivare il sogno di costruire qualcosa per le nostre giovani, che resti per il futuro. È questo il mio sogno, che condivido con Ivana Donadel da cinque stagioni”.
Proprio insieme a Ivana, in estate è stata presa la decisione più importante: “Abbiamo capito che, per la situazione del basket femminile, la strada da percorrere era duplice: valorizzare le nostre giovani, perché sono loro la chiave per il futuro, e cercare collaborazioni. Grazie ai buoni rapporti in essere, siamo riusciti ad aprire una collaborazione con Faenza Basket Project, qualcosa che non era mai riuscito ad altri, e per noi rappresenta un primo punto d’orgoglio. Di più, condividiamo gli stessi valori ed obiettivi, e soprattutto quell’entusiasmo che sarà la chiave della nuova stagione, mantenendo ciascuno la propria autonomia, Faenza disputando il Campionato di A2 e Cesena quello di Serie B, ma con un’interazione costante che farà crescere le atlete di entrambe le Società, aprendoci ancora di più al territorio. Quale sarà il nostro primo obiettivo? Creare un ambiente serenissimo, che permetta alle ragazze di scendere in campo con il massimo entusiasmo e con la serenità di non dover vivere un errore o una sconfitta come uno stress o una tragedia. Entusiasmo, leggerezza e positività, dando la possibilità alle nostre giovani di mettere in campo tutta la voglia di fare, crescere e stupire. Sono questi i valori che condividiamo pienamente con Faenza”.
Un progetto nuovo, che significa una ripartenza fondamentale per Cesena. “Nelle ultime due stagioni, raggiunta la Serie B, abbiamo cercato di ridare a Cesena una visibilità che a livello di basket femminile non aveva più, allargando gli orizzonti e aprendoci al dialogo con i procuratori per riuscire a portare da noi giocatrici che sul territorio non erano disponibili. Il primo anno abbiamo raggiunto un’ottima salvezza, il secondo abbiamo costruito una squadra potenzialmente molto forte. Credo che, in piena buona fede, abbiamo commesso però due errori: il primo è stato quello di non essere ancora abbastanza strutturati a livello societario, una lacuna che ora riteniamo di aver colmato; il secondo è stato quello, nonostante un inizio di stagione ai vertici, di non riuscire a far nascere la chimica giusta, senza colpe di nessuno. Adesso, però, è il momento di guardare al futuro”.
Sarà ancora Serie B, ma con una squadra volutamente giovanissima. “Di più, siamo una squadra iper-giovane, tanto che abbiamo chiamato a darci esperienza sottocanestro una ‘veterana’ di appena 26 anni, Alice Giorgetti, che affiancherà Ivona Scekic che è del 2007. Per il resto, sarà un mix tra ragazze nate tra il 2006 e il 2008, saremo un insieme di piccole scommesse, da vincere giorno per giorno. I prospetti da coltivare saranno tanti, da Ilaria Gori a Maria Laura Valerio che proviene da Forlì, ad Anita Petazzoni che è una lunga di 185 cm col fisico da atleta con un ottimo potenziale per il futuro, alle mie figlie Camilla e Carlotta e Veronica Marras a loro volta del 2008, così come le ragazze provenienti da Faenza, da Olivia Nyemeg e Beatrice Rotaru e tutte le altre, che ci daranno tantissimo. Sappiamo che dovremo affrontare delle difficoltà, da avversarie più esperte e smaliziate, a sconfitte a cui reagire, saremo soprattutto noi dello Staff a dover dare il massimo per sostenere e aiutare le ragazze in ogni momento”.
Quale sarà l’anima della Nuova Virtus Cesena sul campo e fuori? “Dovremo essere brutte, maldestre, pronte a mordere e mettere le mani addosso alle avversarie. Questo, sia per la nostra età anagrafiche che per le struttura fisica, ma soprattutto per acquisire coraggio ogni volta che scenderemo in campo. Non sarà facile, soprattutto all’inizio, perché dovremo imparare a farlo per 40′, ma una volta che riusciremo a raggiungere la continuità per giocare con la massima intensità lungo tutto l’arco della partita, potremo essere noi a creare dei problemi alle avversarie. Fuori dal campo, sarà fondamentale il ruolo di Ivana Donadel, che rappresenta l’anima del basket femminile cesenate ma allo stesso tempo seguirà anche i più piccoli dettagli organizzativi, e sono molto contento del ritorno come Team Manager di Giovanni Bucci, cesenate d.o.c. e grandissimo conoscitore della pallacanestro, sarà un perfetto collante per tutto l’ambiente. In panchina avrò al mio fianco un vice di cui ho grandissima stima quale Luca Cimatti, nonché Roberto Andreoli che è con noi ormai da due anni a consolidare il nostro nucleo, a livello di preparazione fisica potremo contare su Lorenzo Ricci di Ground Up, e in più a dare un valore aggiunto alla nostra struttura vi saranno dei genitori-dirigenti, cito Di Cristo-Imbroglini-Marras, che avranno un ruolo fondamentale quando si entrerà nella fase operativa, con tante esigenze e situazioni non facili da gestire”.
Quale sarà il vostro target di pubblico? “Le famiglie, a partire da quelle delle atlete, perché il coinvolgimento che vogliamo creare attorno alla Prima Squadra e alle formazioni del Settore Giovanile è proprio quello di un ambiente familiare. Allargandoci però anche a tanti altri appassionati di basket, o più semplicemente di sport, che magari saranno attirati dall’immagine che riusciremo a dare, verranno a vedere una partita per curiosità e diventeranno nostri tifosi. Quello che ancora ci manca, però, è tutta la base del Minibasket, che è completamente da ricreare. Ed è fondamentale non meno della Prima Squadra, se non addirittura di più, perché rappresenta il futuro, sia dal punto di vista del basket giocato che dei tifosi. Vogliamo spingere moltissimo su questo aspetto e lancio fin d’ora l’invito ai genitori di bambini e bambine per portarli a partecipare ai nostri Open Day a inizio settembre, sarà per loro un’occasione di scoprire il Minibasket e iniziare a giocare. Ma c’è anche un altro target di pubblico fondamentale da raggiungere”.
Quale, in particolare? “Il mondo delle aziende del territorio e non. Stiamo pianificando un lavoro capillare in questo senso, perché la solidità del nostro progetto richiede delle entrate economiche continuative, senza bisogno di cifre enormi, per garantire la copertura degli investimenti. Il lavoro che faremo sul territorio, e una volta di più sottolineo l’importanza della collaborazione con Faenza, perché allargheremo il territorio come poche altre realtà, sarà funzionale ad attirare sempre più aziende e farle diventare sponsor. Quale sarà la via per arrivare alle aziende? La stessa che utilizzeremo per arrivare alle famiglie: mostrare quello che facciamo, l’entusiasmo contagioso che, appunto, dalle atlete arriva alle famiglie e ai tifosi, e far capire che comunicare attraverso i giovani, lo sport e quello femminile in particolare, è un valore aggiunto importantissimo. Ora che ci siamo strutturati a livello societario e abbiamo posto le basi per un progetto legato alla crescita delle nostre giovani, sarà fondamentale farci conoscere e comunicare al meglio“.



